Gli orologi del diavolo, questa la cosa che più mi ha colpito quando ho cercato informazioni su Malta. Ogni Chiesa ha sulla facciata due orologi ma solo uno con l’ora esatta per impedire al diavolo di interrompere le funzioni religiose…
Navigando sul web non è l’unica cosa che ho scoperto. Tra le altre nozioni curiose anche l’etimologia del nome Malta deriva dal greco Μελίτη, Melítem che significa dolce. La storia narra che il nome sia stato dato dai greci a questo territorio per il grande numero di api presenti e di miele prodotto… Questo lato di dolcezza, anche nello stile di vita, sembra essere qualcosa di intrinseco nell’isola dalle testimonianze dei suoi abitanti.
Perché non chiedere conferma direttamente a chi l’Isola la vive?
Ecco cosa mi ha detto Alessandro, partito da Marcallo con un volo solo andata per Malta…
Ciao Alessandro! Per prima cosa grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande… da dove ci stai scrivendo?
Ciao Simo (ti chiamo così che tanto ci conosciamo da una vita)! Innanzitutto grazie a te per darmi l’opportunità di raccontare la mia esperienza. Sono appena rientrato nel mio ufficio a Valletta, a Malta, dopo una breve pausa caffè vista mare.
Sì, Simo proprio vista mare come piacerebbe a te…non te la prendere dai 😉
Come hai detto tu noi ci conosciamo da tempo ma racconta a chi legge il tuo percorso scolastico qui in Italia…
Ho vissuto a Marcallo e ho frequentato il Liceo Classico Salvatore Quasimodo di Magenta.
Mi sono laureato in Giurisprudenza nel 2014 e poi la partenza per Malta…
Partenza per Malta e trasferimento all’estero: perché? E perché proprio Malta? Non è tra le classiche destinazioni da stereotipo dell’“italiano in cerca di fortuna” quanto piuttosto quello della vacanza studentesca…
La mia è stata una scelta di vita, una sfida con me stesso per formarmi non solo a livello professionale ma anche personale.
In Italia, purtroppo, credo che le strade per chi voglia lavorare nel campo legale siano molto tortuose (o perlomeno era così prima di trasferirmi a Malta). Tendenzialmente si viene quasi ‘sfruttati’ per due anni prima di poter tentare di superare l’esame di stato per esercitare come avvocato. Poi, sinceramente, anche una volta ottenuta l’abilitazione, non credo valga la pena rimanere in Italia con le prospettive economiche che al momento il Governo offre a lungo termine ai giovani.
L’impressione che ho è che il nostro sia un Paese vecchio, in cui si ha paura di scommettere sui giovani. Di qui la mia scelta di cimentarmi in un altro Paese, per imparare alla perfezione una lingua che mi desse la possibilità di trovare lavoro in ogni parte del mondo o quasi.
Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che nei nostri paesi di provincia la mentalità è ancora molto chiusa non solo tra i più “anziani” ma anche tra i giovani stessi (purtroppo) e lo stile di vita e’ molto frenetico…be’, il quadro è fatto.
Penso che la mia scelta sia stata guidata da una inconsapevole ricerca dell’antitesi di questa chiusura: l’apertura mentale, la multi-culturalità (la presenza di ragazzi giovani letteralmente da ogni parte del mondo), lo stile di vita (si ha l’impressione di essere sempre in vacanza) mi hanno spinto a scegliere Malta ormai da ben tre anni.
Quella che ci hai raccontato è purtroppo opinione condivisa da molti nostri coetanei… Ci racconti allora qualcosa della tua esperienza professionale qui a Malta? Nel corso del tempo mi hai aggiornato su tantissimi cambi di lavoro…
Non appena laureato in giurisprudenza, mi sono iscritto ad un corso di inglese di sei settimane a St. Julian’s, con l’intenzione di tornare poi a Milano e di cercare un lavoro come giurista di impresa, forte di un livello di inglese superiore alla media. E con l’intenzione, sono sincero, di godermi una meritata vacanza dopo anni di sacrifici a Milano.
Dopo tre settimane ho iniziato a consegnare il mio CV presso diversi bar/ristoranti per lavorare come barista, allo scopo ovviamente di
perfezionare il mio livello di inglese. E con molto stupore, malgrado nessuna esperienza nel settore catering, sono stato subito assunto presso uno dei più famosi Irish pub di Malta, e contestualmente mandato in fumo il progetto di una ‘vacanza meritata’. Ma è una scelta che rifarei altre mille volte, dal momento che lavorare ogni giorno a contatto con clienti inglesi, irlandesi e maltesi, con turisti da ogni parte del mondo mi ha permesso di perfezionare il mio livello di inglese. Ma vi sconsiglio tuttora di provare uno dei miei cocktail (a meno che state cercando qualcosa di veramente forte e non vi interessi il sapore…)
Dopo questa esperienza, ho avuto l’opportunità di lavorare per una famosa società di trading online come ‘retention agent’, esperienza che mi ha portato a conoscere Alessandro, un altro ‘expatriate‘ (*ragazzo straniero che vive a Malta, ndr) con cui abbiamo deciso di scommettere ancora maggiormente su di noi.
Abbiamo così aperto la nostra società, a settembre 2016, forti di un’esperienza ormai ben radicata del territorio Maltese. La nostra società di fatto collaborava con due colossi nel territorio maltese, allo scopo di fornire consulenza legale a clienti (la maggior parte dei quali Italiani) che volessero aprire una società a Malta, e di distribuire carte prepagate emesse da uno dei leader mondiali nei pagamenti.
Quello che più mi ha positivamente sorpreso è stata l’apertura mentale di imprenditori di fama internazionale nell’ascoltare le idee di un giovane ventiseienne, ed il loro entusiasmo nel collaborare con noi; al contrario, se fossi stato in Italia, probabilmente mi avrebbero chiuso la porta in faccia senza neanche ascoltare le mie idee… Tu ne sai qualcosa? 😉
Questa esperienza mi ha permesso di conoscere e collaborare con direttori di banche, dei migliori studi legali e commercialisti; un piccolo sogno diventato realtà. Finche’ non sono poi stato contattato da una Payment Institution che mi ha offerto la possibilità di fare quell’ultimo step professionale…
Quindi di cosa ti occupi oggi?
Dallo scorso Gennaio lavoro come consulente legale e (riguardo a quest’ultimo punto tuttavia sono ancora in attesa di essere approvato dalla Malta Financial Services Authority) come MLRO, ossia Money Laundering Reporting Officer di una Payment Institution.
Non guardarmi così Simo, in soldoni, ufficiale anti-riciclaggio per una società che offre servizi di pagamento online…
Ci hai parlato della tua esperienza e di quello che hai trovato a Malta ma se dovessi riassumere le differenze più significative che hai trovato con l’Italia?
Lo stile di vita, in primis. A Malta tutto viene vissuto a ritmi più lenti, sembra di essere sempre in vacanza. Questo è a volte snervante, soprattutto quando ci si relaziona con dipartimenti pubblici per adempimenti burocratici vari. D’altro lato, si ha l’impressione di essere letteralmente sempre in vacanza, anche quando si va a lavorare.
Altra differenza notevole è la multiculturalità e l’apertura mentale: ovunque si vada, si incontrano persone da ogni parte del mondo. Il mio gruppo di amici, per esempio, e’ costituito da canadesi, olandesi, inglesi, polacchi, norvegesi, australiani e ungheresi, il che è davvero molto stimolante perché offre la possibilità di conoscere nuove culture e di aprire la propria mente.
Ancora, l’età media è molto più bassa, anche grazie all’ingente numero di scuole di inglese che attrae studenti da ogni parte del mondo tutto l’anno e permette di conoscere persone sempre nuove.
Altra differenza rispetto all’Italia è un turnover incessante: Malta, o la ami o la odi.
Difficilmente ci sono vie di mezzo, e quindi capita spesso di affezionarsi a persone che purtroppo non riescono a vivere l’isola a pieno e che, giocoforza, decidono di cambiare aria. Questo è forse l’aspetto meno felice che mi viene in mente. Oltre ai trasporti pubblici, la cui puntualità è tanto affidabile quanto le parole di un politico italiano.
E poi, l’assenza di pessimismo: ho lasciato la mia Italia circondato da un’atmosfera di rassegnazione e pessimismo, fomentati dai media. Ogni volta che ascoltavo il telegiornale, il 90% delle notizie spingevano quasi alla depressione; a Malta invece si respira un clima decisamente più spensierato.
Infine, le prospettive lavorative ed il mercato del lavoro. Questo è il punto che più mi rattrista, perché se le prime differenze da me elencate sono fattori “soggettivi”, lo stesso non può dirsi per il panorama lavorativo.
Il mio caso forse può fornirvi un quadro più chiaro: lo scorso settembre, quasi per scherzo con i miei amici, ho provato ad inviare lo stesso CV a diverse società Italiane e Maltesi in risposta ad annunci di lavoro da loro pubblicati.
Senza scendere troppo nei dettagli, in un mese di tempo ho avuto il seguente feedback: 10 colloqui di lavoro (di cui uno per la posizione di “tax adviser” per uno dei migliori studi legali a livello internazionale) a Malta; neanche una risposta via email dall’Italia…
Una cosa che ti manca dell’Italia? Cibo e amici sono sempre in netto vantaggio…
Confermo: cibo e amici, di quelli senti sempre la mancanza.
Bene, mi fa piacere che senti un po’ anche la mia mancanza 😉 Scherzi a parte, ultima domanda, progetti per il futuro che vuoi svelarci?
Continuare ad essere felice come lo sono adesso.
Non consiglierei a nessuno di venire a Malta con l’idea di diventare ricco, gli stipendi sono più bassi di quelli offerti, ad esempio, nel Regno Unito.
Ma a che serve avere uno stipendio lauto se poi ci si sente in gabbia e si pensa tutto l’anno alle vacanze?
A Malta, una volta sistemati, trovato il proprio equilibrio professionale, si ha davvero la sensazione di essere in vacanza 365 giorni l’anno.
Dimenticavo… è vero che a Malta le Chiese hanno due orologi sulle facciate?
Nella maggior parte sì…