L’America è terra sconfinata. L’America è la patria del Basket e degli HotDog. L’America è stata per anni la speranza di un mondo migliore: ma come si sta davvero oltreoceano oggi?
Lo chiediamo a Daniele, ragazzo nato a Marcallo con Casone che da tempo vive negli Stati Uniti e ha accettato di rispondere a qualcuna delle nostre domande…
Ciao Daniele! Per prima cosa grazie per averci concesso qualche minuto… Iniziamo subito con la prima domanda: dove ti trovi e di cosa ti occupi?
Mi trovo in North Carolina, nella emergente città di Charlotte, quella dove giocano gli Hornets, NBA e mi occupo di energie rinnovabili. In particolare della valorizzazione del rifiuto umido urbano e industriale che utilizziamo per la produzione di energia elettrica, metano per autotrazione e fertilizzanti, digestione anaerobica per gli addetti del settore. Supercool!
Parlaci un po’ della tua esperienza all’estero: qual è stato il tuo percorso?
Al termine della laurea specialistica presso il politecnico di Milano in Ingegneria per l’ambiente e il territorio, ho svolto un tirocinio presso l’azienda per cui lavoro attualmente e al termine del quale mi è stato richiesto di entrare in azienda con posizione di tecnico commerciale. Da quel giorno, la mia carriera è avanzata nel settore vendita e sviluppo commerciale con la prima esperienza sul mercato italiano. Circa 3 anni dopo essermi “fatto le ossa” in madrepatria, mi è stata offerta la possibilità di sviluppare, sempre per la stessa azienda, il mercato europeo con particolare focus sulla Bulgaria. Esperienza conclusa con successo che dopo 3 anni ha visto l’azienda posizionarsi come leader di settore in quel mercato e, circa due anni fa, mi è stato proposto di fare il salto oltre oceano negli Stati Uniti, sempre a sviluppare i settori di forza dell’azienda e a creare nuove possibilità di business.
Come mai hai abbandonato l’Italia: necessità, voglia di nuove esperienze?
Voglia di nuove esperienza, voglia di crescita, sfida, voglia di migliorarsi e possibilità di espandere la scala su cui lavoravo precedentemente e amore per quello che faccio, hanno contribuito a farmi dire di “si” alla domanda del 2 luglio 2015 da parte dell’CEO di gruppo: “cosa vuol fare Daniele da grande? Vuoi fare quello che hai fatto in Europa ma su una scala più grande? Che ne pensi degli Stati Uniti? Noi siamo pronti ad investire su di te”.
Sentiamo tanto spesso parlare del “sogno americano”: si percepisce davvero qualcosa di diverso oltreoceano? Quali sono le differenze più significative con la realtà italiana?
La percezione oltreoceano è assolutamente diversa, è percepibile una illimitatezza delle risorse alle quali si ha accesso, infinità di spazi e libertà di espressione. Questi elementi fanno sì che ci si senta nelle condizioni di creare idee e farle crescere e, unito alle condizioni economiche favorevoli, c’è spazio per fare davvero un salto.
Questa sensazione è diversa dalla concezione di “sogno americano”, intesa dagli americani poiché molti coetanei autoctoni credono che “prima o poi tocca anche a me essere graziato dal sogno americano”, come se fosse qualcosa di dovuto che prima o poi, arriverà. Questo spesso li porta a vivere una quotidianità in attesa di essere baciati dalla fortuna che in realtà, se non ci si rimbocca le maniche, difficilmente arriverà e questo li porta a vivere una vita in attesa.
A livello umano sei sempre riuscito a integrarti al meglio?
Una cosa meravigliosa degli Stati Uniti è la facilità delle relazioni e la multiculturalità della società. Socializzare in un ambiente così diversificato e composto da persone che in qualche modo hanno anche loro condiviso la scelta di lasciare la patria e trasferirsi in un nuovo mondo, agevola parecchio le relazioni. Poi sta come sempre al singolo la preposizione o meno a lanciarsi in nuove conoscenze ma, in generale, è davvero semplice integrarsi. Ricordiamo che gli Stati Uniti nascono da un unione di culture e pertanto, nella loro cultura, lo straniero è ben accetto, radicalismi appare che esistono ovunque nel mondo.
Una domanda che facciamo a tutti. Cosa ti manca dell’Italia (qui vanno forte amici e cibo) e cosa non ti manca per niente invece?
Non mi manca nulla e mi manca tutto. Risposta completamente aperta che vuole sottolineare quanto l’unicità al mondo del nostro paese sia meravigliosa. Ogni volta che rientro in Italia riesco ad apprezzare lati del Bel Paese che, nel bene e nel male sono unici.
In ogni posto del mondo riesco a trovare qualcosa di meraviglioso e unico, proprio perché è frutto di millenni di storia e cultura che, sono in quel contesto territoriale, si sono sviluppati e solo li è possibile trovarli ed è fondamentale conoscerli.
Se scendessimo nella quotidianità il cibo non ha eguali, l’Italia è imbattibile nel mondo in quanto a tradizione culinaria. La storia, la cultura, la varietà dei paesaggi, le differenze regionali.
Gli amici? Quelli più cari ti restano nel cuore e li posso portare ovunque con me, Ogni 3 o 4 mesi poi ho sempre la possibilità di rincontrarli e bere una bella bottiglia di vino tutti assieme. Il bello è che gli amici che ritenevi tali ma che in realtà non lo erano, per fortuna, spariscono.
Vista la tua esperienza, cosa ti sentiresti di consigliare a un tuo coetaneo?
Consiglierei di fare quello che gli suggerisce la pancia, è quello che porta felicità. Non è obbligatorio fare una esperienza all’estero, di possibilità ce ne sono ovunque nel mondo, anche in Italia.
Ma se solamente aveste l’opportunità di fare un esperienza all’estero direi: passaporto e carta di credito è tutto ciò che vi serve, partite, partite, partite!! E poi deciderete se tornare o meno.
Non bistrattate mai le origini e non disprezzate mai il passato da cui siete venuti, anzi, sfruttatelo per arricchirvi durante la nuova avventura.
Per chiudere, progetti per il futuro che vuoi/puoi svelarci?
L’unico progetto che ho, è fare quello che mi rende felice, mi fa crescere e mi dà soddisfazione. Questo è l’obiettivo, il percorso lo si scopre giorno per giorno!