In Australia si può arrivare per diverse strade e per diversi motivi. Vi abbiamo raccontato la storia di Davide che ha deciso di aprire una caffetteria a Sidney, la sosta di Manuela nel suo percorso per insegnare italiano all’estero e la tappa australiana di Luca in cerca di una crescita personale.
Oggi aggiungiamo una nuova storia, quella di Michela, partita da Marcallo con in tasca una laurea in Scienze Naturali, un biglietto aereo per Melbourne e la possibilità di iniziare un dottorato di ricerca.
Cosa significa per lei l’Australia? Ce lo siamo fatti raccontare in questa intervista.
Come sempre, buona lettura!
Ci siamo sentiti via Facebook e mi hai detto che vivi in Sud Africa? Dove precisamente?
Ciao Michela! Grazie per averci dedicato un po’ di tempo. Più di una persona mi ha suggerito che hai qualcosa di bello da raccontare 😉
Ciao Simone! Figurati, sono felice di condividere la mia esperienza
Partiamo dalle presentazioni… Puoi raccontarci dove sei e di cosa ti occupi?
Ma certo! Dunque, dopo aver ottenuto una laurea triennale e una magistrale cum laude in Scienze Naturali all’ Università degli Studi di Milano ho deciso di proseguire con un dottorato.
La ricerca di un progetto di ricerca interessante mi ha portato in Australia, dove ho iniziato il mio PhD a Marzo del 2015 alla University of Melbourne.
Qui faccio ricerca investigando l’impatto del cambiamento climatico sugli incendi e la vegetazione naturale. Il mio compito e’ quello di ricostruire il clima e il regime di incendi del passato (dagli ultimi decenni fino a migliaia di anni fa) per migliorare le nostre capacità di gestione degli ecosistemi naturali.
La mia zona geografica di interesse e’ ovviamente l’Australia, con un particolare focus sulla Tasmania (ebbene si, proprio lei, quella di Taz!).
Per chi avesse interesse, ho pubblicato diversi articoli su riviste scientifiche internazionali, mi potete trovate su GoogleScholar o ResearchGate.
Come sei arrivata a Melbourne? Scelta di vita obbligata o voluta?
Domanda difficile, direi scelta voluta ma in parte obbligata dalla situazione italiana nella quale non nutrivo molte speranze.
La scelta di Melbourne è venuta un po’ da sé, dato che nel mio campo la sede di lavoro dipende molto dal progetto di ricerca. Nel mio caso, ho trovato un supervisor con un interessante progetto alla University of Melbourne, dalla quale poi ho ottenuto una borsa di studio di 3 anni per il PhD.
Nelle precedenti interviste Manuela e Davide ci hanno parlato di Sidney… cosa puoi raccontarci di Melbourne?
Beh, venendo da Marcallo, Melbourne (come Sydney del resto) è una città immensa e super multietnica! Nonostante la sua vastità – e il traffico da non sottovalutare-, Melbourne è molto ben gestita e organizzata. Infatti è stata eletta ‘the most liveable city in the world’ (la città più vivibile del mondo) per 7 anni consecutivi.
Anche il clima è piacevole, freschina d’inverno (ma niente a che vedere con il nostro inverno del Nord Italia) e il caldo secco estivo è un paradiso in confronto all’afa milanese.
Il mare è un altro punto di forza ovviamente, a volte d’inverno nei giorni di sole si può andare in giro a maniche corte e abbronzarsi un po’ (anche se i ‘cugini’ di Sydney non la pensano così)!
E poi, data la grande comunità italiana qui presente, si possono trovare tante cose buone da mangiare della terra natia (formaggi, salumi e biscotti per esempio) e ciò ci da sempre molta soddisfazione 😃
Australia terra meravigliosa e misteriosa, cosa la rende per te così unica?
Dal mio punto di vista l’Australia è un paradiso naturalistico, il continente più arido al mondo dopo l’ Antartide, ma possiede una grandissima varietà di paesaggi fantastici e la sua storia è affascinante.
Personalmente, ho viaggiato dalle spiagge del tropical North Queensland, alle foreste temperate della Tasmania, al deserto del Northern Territory e la voglia di viaggiare ancora non manca!
A questo link potete trovare un po’ di mie foto di paesaggi australiani.
Cosa ti manca di più della terra natia?
Le montagne!
Mi manca vedere le Alpi all’orizzonte, con i cucuzzoli innevati (anche se la neve in città non mi manca per niente). Qua il paesaggio è a tratti collinoso, ma principalmente molto piatto!
Per ricordarci delle montagne di casa ci tocca volare in Nuova Zelanda!
E poi… sarà una risposta banale, però decisamente il cibo! Ovviamente noi in casa cuciniamo italiano, però certi ingredienti qua mancano di gusto, insomma, non e’ la stessa cosa!
Dalle foto su Facebook ho visto che sei in buonissima compagnia Oltre Oceano…
Ebbene si, ho tre bellissimi compagni di vita: un marito, un figlio e un gatto!
Mio marito Lorenzo è della zona di Domodossola (quindi sente la mancanza delle montagne ancora di più).
Ci siamo trasferiti insieme in Australia alla fine del 2014. Nostro figlio Linneo invece è nato circa un mese e mezzo fa qua a Melbourne.
La maternità l’hai vissuta a Melbourne… Come è stata? C’è qualcosa di particolare, differenze con l’Italia che puoi raccontare?
Beh che dire, è sempre dura, indipendentemente da dove la trascorri… La gravidanza è stata uno spasso perché ho trascorso gli ultimi mesi qua al fresco (inverno australe) e non mi è pesata molto (a parte i mille esami di routine).
Il parto è stato traumatico (come sempre credo), ma penso che la difficolta’ principale sia stata non avere nessun parente di supporto (solo io e mio marito, ovviamente entrambi con zero esperienza con i bambini).
I primi giorni specialmente sono i più duri ed essere da soli è stato molto pesante! Sono stata in ospedale 6 giorni, ma almeno mi ha rallegrato il fatto che mi sono beccata una bella stanza singola con vista città.
Differenze con l’Italia non saprei, però mi sembra che qui vadano un po’ più pesanti con i farmaci (il che non è proprio male quando sei in travaglio)!
Domanda di rito per chiudere: programmi e progetti per il futuro?
Ora sono giunta quasi alla fine del mio dottorato e per i prossimi due anni mi hanno offerto una posizione come PostDoc e insegnante qui alla University of Melbourne.
L’anno prossimo terrò lezioni in 3 corsi di Geografia Fisica, Ecologia e Biogeografia a studenti della triennale e lavorerò ad un progetto di ricerca ambizioso con altri ricercatori.
Nel frattempo potrò ottenere il visto di residenza permanente e chissà, magari la cittadinanza, il che costituisce un grande vantaggio dal punto di vista lavorativo!
Dopo questi due anni vedremo che succede, siamo aperti a tornare in Europa, anche se probabilmente non al Bel Paese.